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10 regole sperimentate per scrivere contenuti SEO e avere più traffico

Radar-7

Imparate ad ascoltare il mercato

Creare buoni contenuti ormai, in questo settore non è più sufficiente, o meglio, non basta. 

In un web sommerso dai contenuti dobbiamo partire da questa idea di base:

Dobbiamo imparare ad ascoltare cosa vuole e cosa cerca il nostro mercato di riferimento.

Ecco a voi le 10 regole per la stesura di un contenuto in grado di piacere ai motori di ricerca e quindi capace di portare più traffico e valore al vostro sito web.

1. Devi scrivere per persone reali e poi ottimizza per i robot

Siamo nel 2015, quindi nessuno vuole leggere noiosi contenuti riguardanti la SEO e i motori di ricerca. Google preferisce e favorisce al momento dei contenuti più naturali alle ovvietà riguardanti la SEO. Inoltre il tuo contenuto non incontrerà nessun ranking factor se non riceve conversioni, perciò è arrivato il momento di focalizzarsi sulla propria audience targhetizzata fatta di persone reali e creare il tuo contenuto originale e personalizzato, aiutando al contempo i robot (ovvero i motori di ricerca) a trovarlo.

2. L'introspezione favorisce l'originalità

Conosci te stesso, e racconta nel modo giusto la storia del tuo brand, nessuno meglio di te è in grado di farlo. Date voce al vostro punto di vista, basato sulla vostra mission e sulle vostre capacità. Nello stesso tempo dovete conoscere anche i vostri clienti, e le ragioni che possono tenerli svegli la notte. Quali sono le loro preoccupazioni, quali i loro obiettivi? A cosa tengono? Ma soprattutto come il vostro brand o prodotto sarà in grado di aiutarli nella vita di tutto i giorni. Parola di Francesco Amadori o di Roberto Carlino, se preferite.

3. Dimentica la keyword density una volta per tutte

La keyword density era molto utile nel 2011, ma adesso non c'è niente che faccia capire che Google preferisca una buona quantità di parola chiave piuttosto che un'altra, quindi è necessario che tu utilizzi keyword rilevanti, ma con una certa naturalezza e scioltezza, senza eventuali forzature perché quando si immettono dove non servono, la cosa va solo a tuo svantaggio: rendi, dunque, più naturale e verosimile il tuo contenuto, i risultati non tarderanno ad arrivare.

 

4. Re-immaginate, senza riciclare

Riciclare è un tipico modo di lavorare seriale che alla lunga non serve e non paga. Spesso è anche piuttosto nocivo. I contenuti più efficaci devono essere nelle intenzioni reimmaginati, fin dalle basi, questo è necessario per adattarsi alle varie piattaforme e ai formati richiesti.

5. Utilizza keyword correlate, sinonimi e variazioni grammaticali

Sia per Google che per gli altri motori di ricerca che utilizzano la LSI (Latent Semantic Indexing) bisogna far collimare i risultati di ricerca con quelle che sono le intenzioni di chi scrive. Tramite sinonimi, related keyword e modifiche grammaticali è più semplice rendere il tuo contenuto autorevole. Bisogna togliere e lavorare di cesello con le parole chiave che inserite di solito in maniera forzata. Tutto questo serve per targhetizzare il tuo contenuto in base alle diverse ricerche.

6. Mostrate, non limitatevi a dire

I buoni contenuti non predicano e non agiscono in modo aggressivo, anche qui bisogna saper dire le cose senza forzature. Mostrate come il vostro prodotto vive nel mondo. Dimostrate tramite case study e testimonianze dei clienti, come viene usato il vostro prodotto o servizio. Il modo in cui si offre un valore aggiunto alle vite dei clienti, risolve i loro problemi e risponde a quelle che sono le esigenze del caso. I buoni contenuti non raccontano favole, narrano bene una storia.

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7. Approfitta delle long tail

Il problema delle keyword "grasse e corpose" è che molto spesso vanno in competizione con il ranking. In molti casi le ricerche più semplici sono quelle che vedono ad esempio "quanto dovrebbe essere lunga una landing page?" rispetto a "landing page"; questo perché, nonostante i risultati della ricerca siano minori, la qualità è molto alta, cosa che porta molte conversioni. Quindi occhio a come si formula in maniera precisa una keyword. Un bazooka fa più rumore di un AK-47, e spesso è anche più efficace. Usate il bazooka.

8. Rispondi alle domande degli utenti

Se gli utenti hanno domande sul prodotto le scriveranno su Google. Questo facilita il tuo compito nel momento in cui ti mostri attento e risolutivo. Rispondi quindi in modo esauriente alle domande. Trova la chiave del motore per accendere il tuo sito, e fallo luccicare come un bolide che sfreccia su una statale in giorno di sole. Bisogna far torcere il collo ai clienti per farti osservare mentre corri sull'autostrada, a volte intasata di Google. Cerca di offrire le risposte che puoi, superando se serve a destra la tua concorrenza. I lettori devono sceglierti tra tanti, rendi la cosa semplice. Fai luccicare il tuo sito e il tuo contenuto.

9. Evita di ottimizzare troppo un Anchor text

Se prima l'ottimizzazione di un Anchor text per combinarlo al meglio con le keyword era la tecnica perfetta per far lievitare il ranking, oggi non è più così. Bisogna fare molta attenzione visto che Google sta penalizzando in un certo senso questa procedura. Il concetto è che per loro, tu stai taroccando il ranking, ma siccome non siamo qui per vendere delle Lacoste contraffatte, il consiglio è quello di rendere tutto più naturale possibile, aggiungendo un semplice URL (ad esempio www.stefandes.com), il brand (ad es. Stefan Des) o una long tail. Vendiamo sempre idee originali, non facciamo i piazzisti!

10. Sfrutta i tuoi punti di forza, o evita di mostrare le tue debolezze

Non dovete pensare in ottica di ipermercato. Non create di tutto per pubblicarlo ovunque. Bisogna contestualizzare a dovere il vostro prodotto. Non è necessario allestire ogni tipo di blog, podcast, webinar, white paper. Non è necessario fare tutto. Fate bene il vostro, e cercate di valorizzare i vostri punti di forza, o quantomeno evitate di mettere in vetrine le vostre cose più deboli.

Conclusione

Queste sono le 10 regole che in questo momento rendono i vostri contenuti competitivi e capaci di sfidare in un giorno qualunque la vostra concorrenza. Restate svegli e sintonizzati, visto che Google cambia i suoi parametri senza rivelare i propri criteri, il più delle volte. Sarà sempre più difficile che Google riveli i propri segreti sui ranking factor, ma non disperare, perché questo a volte è più un vantaggio, per noi.

"Fate rumore! Aprite le orecchie e aprite il cuore. Non prendetevi troppo seriamente e prendetevi seriamente come si prende seriamente la morte. Non preoccupatevi. Abbiate confidenza in voi, ma anche il dubbio. Vi terrà svegli e aperti. Siate capaci di mantenere due ideali contraddittori allo stesso tempo dentro al vostro cuore e alla vostra testa. Se non vi farà impazzire, vi renderà più forti. E rimanete forti, affamati e vivi." (Bruce Springsteen)

Come ottimizzare il vostro sito per mobile

 

ottimizzazione_per_mobile

Google ha ufficialmente aggiornamento l'algoritmo di ricerca che penalizza il posizionamento dei siti non ottimizzati per mobile.
Oggi, 21 Aprile 2015 la notizia già rimbalza su tutti i media, se il vostro sito
web è collegato ad un account di Google strumenti per webmaster probabilmente già  siete al corrente della novità.
Prima di iniziare a chiedere ad altri webmaster se il vostro sito è ottimizzato per mobile, collegatevi al vostro account qui https://www.google.com/webmasters/tools/home?hl=it, e se non avete ricevuto messaggi vuol dire che il vostro sito ha passato l'esame del nuovo algoritmo di Google.

Perché Google ha lanciato un aggiornamento dell'algoritmo di ricerca che penalizza i siti non ottimizzati per mobile?  

La ragione è semplice:

Il motore di ricerca ha inserito nei parametri di valutazione di un sito web la capacità di essere adattabile alla risoluzione su smartphone e tablet, in gergo questa capacità si chiama responsiveness o come si usa dire in Italia: "sito web deve essere responsive". Il motivo di questa scelta è la enorme quantità di traffico che oggi naviga il web attraverso smartphone e tablet, ciò ha reso necessario un aggiornamento dell'algoritmo che favorisse anche questo aspetto e quindi l'utente che si collega ad internet da mobile.

Ma come faccio a sapere se il mio sito è ottimizzato per Mobile?

Come posso capire se il mio sito è responsive?

Come inserire il sito su Google

essere_trovati_su_GoogleAvete cercato il vostro sito su Google ma non lo avete trovato? Forse è giunta l'ora di chiedersi il perché non siete posizionati sul motore di ricerca più usato dagli italiani. Realizzare un sito web che funzioni è uno degli obiettivi strategici di chiunque voglia allargare la propria sfera di influenza nel mondo. Non mi riferisco solo agli affari ma anche alla diffusione delle proprie idee su larga scala. Nel 2015 nessuno è veramente isolato, chi sta leggendo questo articolo sicuramente non vive isolato ma si trova su vari social network, ha una rubrica telefonica, comunica su WhatsApp ecc.

Inserire il sito sui motori di ricerca offre una possibilità in più. Quale?

Essere posizionati su Google consente a chi non vi conosce di persona di trovarvi, potete non esservi mai incontrati e non avere nemmeno un amico in comune su Facebook, ma se il vostro sito appare su Google ecco che diventate visibili a tutti quelli che cercano la vostra attività. 

Questa capacità di essere trovati sul web ha offerto e continua a offrire enormi potenzialità al vostro business qualsiasi esso sia. Anche i liberi professionisti: medici, notai, avvocati consulenti assicurativi, meccanici, fotografi hanno bisogno di un sito capace di essere trovato su Google. Facciamo un esempio: il dentista.

Ad esempio siete in cerca di un dentista perché avete avuto brutte esperienze con quello che vi hanno consigliato gli amici, cosa vi rimane da fare? Consultare l'elenco telefonico o cercare su Google un buon dentista, magari con buone referenze?

E' chiaro quindi per chi vuole avere più clienti dotarsi di un sito web adeguato e sapere come indicizzare le pagine su Google.  Basta cliccare su questo link per capire come inserire il sito su Google ma è chiaro che questo da solo non basta.

 Se avete un e-commerce ad esempio, sarà necessario sapere come inserire  il vostro sito su Google in modo da riuscire a far trovare quanti più prodotti ai potenziali clienti.

Il Pagerank va in pensione?

pagerank-is-dead1In questo articolo vorremmo spezzare un lancia a favore di un parametro dei siti web attualmente molto bistrattato: il Pagerank, noi lo scriviamo con la "P" maiuscola perché  che venga aggiornato o meno, è un trade mark, un marchio registrato come la Coca Cola.

Che cosa è il Pagerank?

Il Pagerank è un brevetto registrato da Google che assegna un valore numerico da zero a 10 ad un sito web, ad esempio Facebook ha un Pagerank 9, ilsole24ore ha un Pagerank 8 e il nostro sito ha un modesto Pagerank 1. Si tratta di una misura del valore di un sito web eseguito e patentato dal motore di ricerca più usato al mondo e per questo ha goduto di estrema importanza per oltre dieci anni.  Il Pagerank fino a qualche anno fa rappresentava la misura principale per la valutazione di un sito,  per questo motivo vi era una competizione da parte dei webmaster per ottenere un Pagerank sempre più elevato. Proprio per il fatto di essere un parametro nelle mani di Google lo ha resto influente, il che genera tutt'ora molte antipatie a volte meritate. Spesso viene preso come il criterio fondamentale per conoscere il valore di un sito web. Da questo malinteso diffuso tra i non addetti ai lavori nasce in parte l'antipatia per il Pagerank tra i professionisti del SEO perché rappresenta un modo di semplificare ingenuamente un processo estremamente complesso di analisi e valutazione di un sito web.

Aggiornamento del Pagerank

Voci molto autorevoli all'interno di Google dichiarano che il Pagerank non verrà più aggiornato. Molti esperti di SEO tirano un sospiro di sollievo e per questo motivo salgono alla ribalti altri parametri per misurare il valore dei siti: Il trust flow di Majestic SEO, il Domain Authority di Moz, ogni tool di successo del panorama SEO ha creato delle scale di valore.  Venendo meno il Pagerank diventano autorevoli le stime effettuate con questi tool. Ma possiamo mandare il Pagerank definitivamente in pensione?

tweet dal web

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